giovedì 27 marzo 2008

Da un abitante di Cintolese

Ho deciso di pubblicare degli estratti da una mail inviatami dal signor Romani -ovviamente d'accordo con lui-, un abitante di Cintolese attivamente impegnato contro la costruzione e l'attivazione dell'antenna TIM in via del Carro. Questo, non solo per dare parola a chi sicuramente ne sa più di me sulla faccenda ma anche, non lo nego, nella speranza di suscitare una qualche risposta dalla controparte, se così si può chiamare, favorevole all'antenna.
Seguono quindi stralci della mail:

[...]
La mia non è una battaglia per il mio orticello, sicuramente acquisto alimenti ben più dannosi al supermercato di quelli che potrei coltivare da solo -allundendo all'elettrosmog che sarebbe prodotto dall'antenna, n.d.r.- e anche in questo caso ci dicono che non siamo sicuri che siano dannosi, però in questo caso ho la possibilità di scegliere se acquistare dei prodotti con Ogm oppure Biologici, questa antenna non mi permette altrettanto.
[...]
e la mia più grande preoccupazione e che non vorrei mai sentire, magari tra 20 o 30 anni, un qualsiasi figlio ammalato gravemente chiedere ai propri genitori perché hanno permesso di montare quell'antenna

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Premettendo che non sono certamente una esperta in materia e cercando di immedesimarmi nelle perplessità delle famiglie, ci terrei a ribadire il concetto che sì non ci son prove sulla dannosità di tali antenne, ma vorrei anche aggiungere che addirittura in Italia, i livelli di emissioni di suddette antenne sono largamente al disotto dei livelli di sicurezza fissati a livello europeo --> quindi ancora piu sicure per un individuo rispetto allo standard europeo.

Elena Barni ha detto...

In effetti se non sbaglio la normativa europea prevede un massimo di 0,6 volt al metro quadro come massimo di emanazioni elettromagnetiche possibili mentre l'italia 0,2 -controllate ma penso di aver detto giusto-.
A ogni modo penso anche, ripeto, penso, non lo so per certo, che al momento non essendo l'antenna ancora in funzione si possa parlare soltanto di stime.

Anonimo ha detto...

Non sono esperta su questa materia e devo dire che i possibili effetti dannosi sulla salute mi preoccupano non poco.
Tuttavia ci accorgiamo delle nostre incoerenze ?
Non vogliamo le antenne ma il mercato dei telefonini è l'unico che non conosce crisi ...

Elena Barni ha detto...

In effetti per quanto ne sappia l'Italia è il mercato più fiorente per i telefonini (anche se certo non per merito mio ^_^').
Il discorso è che magari uno le antenne se le immaginerebbe in posti relativamente isolati e non in mezzo ai paesi.
Ma sono ugualmente dell'idea che ciò non è detto diminuirebbe i probabili danni alla salute.

Paolo ha detto...

Non so ... forse le antenne cercano di costruirle nei centri abitati per il miglior funzionamento del segnale, altrimenti perché gli ingegneri dovrebbero aver scartato l'ipotesi di costruirle in ambienti isolati ?

Elena Barni ha detto...

Nel caso specifico di Cintolese penso che l'antenna sia stata costruita precisamente in quel luogo perchè il terreno è della Tim.

Cmq "gli ingegneri" dicono pure che se stai SOTTO l'antenna, questa non dovrebbe essere dannosa, mentre, se sei a distanza nel raggio delle onde, un pochetto male ti fa...

Appello a tutti gli ingegneri in telecomunicazioni che leggono questo blog (pochi, immagino) di intervenire.

Elena Barni ha detto...

"pochetto"...poco o molto, una botta di salute non è sicuramente.

Davidino ha detto...

olè, ecco l'ingegnere anzi, ingegnerando.. perdipiù son anche del cintolese! :D
Allora, a quanto ne so i ripetitori hanno un numero massimo di apparecchi che possono supportare: quando in una zona i cellulari raggiungono il numero critico servono altri ripetitori pena l'insorgere di disservizi quali "rete non pronta" o cose simili.

Quanto alla distanza immagino che sia causata proprio dal fatto che i ripetitori devono stare ove stanno i telefonini.. ad esempio sulla montagna pistoiese ci sono due ripetitori per tutta l'utenza della zona mentre a pistoia ne ho rilevati ben tre nei soli paraggi della stazione,breda e dintorni.

Arrivando infine alla minore pericolosità confermo che nell'immediato paraggio del ripetitore il segnale è piu debole; questo accade perchè le onde elettromagnetiche partono dal punto di emissione "sparpagliandosi" (passatemi il termine che rende l'idea!) a mano a mano che si allontanano. Per questo motivo capita che sotto il ripetitore ed entro un breve raggio da esso non si sono ancora sparpagliate a sufficienza da aver toccato il suolo.
Saluti, Davide.

Elena Barni ha detto...

Grazie Davide della tua spiegazione sicuramente più informata e precisa della mia.
E a proposito, ma non mi riconosci? :P Visto che ci sono saluti e in bocca al lupo per gli studi.

Davidino ha detto...

Ciao Ele!
Si che ti ho riconosciuta.. ma ho guardato il profilo solo dopo aver gia mandato quel messaggio! :D
Grazie per gli auguri e comlimenti per il blog su Monsummano! Tornerò a visitarlo di tanto in tanto! :D

Elena Barni ha detto...

^_^

Anonimo ha detto...

Sinceramente non sono sorpreso dal numero di commenti su questo argomento e li rispetto tutti naturalmente, però sono la prova che l'elettromagnetismo preoccupa ed è giusto quindi approfondirne la ricerca e dare una corretta informazione ai cittadini.
Non voglio citare studi o ricerche ne che ne provano la pericolosità per la salute ma voglio semplicemente ribadire un concetto fondamentale e che per legge va applicato, si chiama PRINCIPIO DI PRECAUZIONE si fonda sulla constatazione che nessuno scienziato è in grado di predire esattamente il futuro o di valutare tutte le conseguenze. Viene applicato nei casi in cui la comunità scientifica non abbia ancora fatto luce sulle conseguenze di un fenomeno, di una tecnologica o di un nuovo metodo scientifico. questo secondo me è il vero progresso, non quello imposto dalle multinazionali.
Correggo il limite massimo di esposizione è di 6 V/m.
Michele ROMANI - Comitato Cittadino In Difesa Dall'Elettrosmog e Dalle Antenne Per Telefonia Mobile

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti , mi permetto di intervenire in quanto anche io cintolesana, e appassionatami all'argomento da quando nel nostro piccolo centro sono state impiantate ben 3 antenne nel raggio di km 1,00. Perchè secondo voi la comunità europea mette un limite e la nazione Italia la abbassa di almeno 3 volte? Piccola provocazione, complimenti elena per il blog. Ciao.