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mercoledì 5 novembre 2008

Staffetta di lettura del libro "Gomorra"

Sabato 8 novembre si terrà una staffetta di lettura del libro di Saviano, Gomorra dalle ore 15.00 alle 19.00 presso l'Osteria del Pellegrino a Monsummano Terme.

Volantino dell'iniziativa in formato pdf.

Come al solito ringrazio per avermi segnalato l'iniziativa che in questo caso vuole essere un piccolo segno di solidarietà nei confronti dell'autore ormai costretto a fuggire dalla camorra.

venerdì 16 novembre 2007

Notturni

Sono ormai quasi passati due mesi dalla serata dedicata alla raccolta di racconti Notturni, di Renata Bascelli (che a suo tempo avevo annunciato con un post) e non ho veramente scusanti per non essere riuscita a trovare il tempo di riparlarne prima.

Adesso, avendo forse perso senso l'idea di fare una cronaca della serata (di cui pure conservo qualche appunto :) ) vorrei dedicare questo spazio a un insegnamento -o meglio: io lo considero un insegnamento poi non so se si può definire tale-. Un insegnamento che forse a prima vista può sembrare banale ma che reputo sia importante ricordare e che, sono certa, sta abbastanza a cuore anche alla prof.ssa Bascelli, autrice di Notturni.
E' la lezione che Italo Calvino definì dell'esattezza. Cito da Lezioni americane, sei proposte per il prossimo millennio:

Esattezza vuol dire per me soprattutto tre cose:
  1. un disegno dell'opera ben definito e ben calcolato;
  2. l'evocazione d'immagini visuali nitide, incisive, memorabili; in italiano abbiamo un aggettivo che non esiste in inglese, "icastico", dal greco eikastikos;
  3. un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle svumature del mensiero e dell'immaginazione.

Su vari aspetti dell'esattezza c'è stato modo di discutere nella serata dedicata a Notturni e in particolare anche l'autrice ha avuto modo di soffermarvisi. In particolare nella sua prima pubblicazione, a detta di tutti coloro che hanno già letto il testo, spicca subito l'intento di usare, quando necessario, anche parole un po' fuori dall'uso comune, rare o obsolete proprio per il piacere di poter descrivere meglio, attraverso la parola più indicata, "quell'oggetto, quel sentimento, quella sensazione, per aderire meglio alle cose" (tra virgolette, ho citato letteralmente parte di un intervento di Renata Bascelli, ovviamente i corsivi sono miei).

Ricordo a tutti gli interessati che il libro Notturni è disponibile presso la libreria Vezzani (di fianco al Giovannini) di Montecatini Terme in conclusione, ecco un'altra citazione dalle Lezioni Americane, in un tratto del testo poco oltre quello sopra riportato:

Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbia colpito l'umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l'uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e d iimmediatezza, come automatismo che tende a livellare l'espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze. [...] Quel che mi interessa sono le possibilità di salute -dall'epidemia-. La letteratura (e forse solo la letteratura) può creare degli anticorpi che contrastino l'espandersi della peste del linguaggio.

Credo che se quanto affermato da Calvino in occasione del suo ciclo di lezioni negli Stati Uniti nel 1985 (da cui ha tratto il materiale per il saggio da cui ho citato) è ancora valido -e penso proprio che lo sia-, sicuramente il testo di Renata Bascelli può essere un esempio su come equipaggiarsi di quegli anticorpi in grado di contrastare l'espandersi della peste del linguaggio.

martedì 9 ottobre 2007

Intervista all'autore di "Topo Oreste e la Grande Città"

Ammetto di aver fatto aspettare sicuramente un po' troppo per questa piccola intervista a Simone Piazzesi, autore del libro Topo Oreste e la Grande Città, di cui abbiamo parlato in alcuni post del passato (Topo Oreste e la grande Città_post e Topo Oretse e La Grande Città - una breve recensione ). Mi assumo tutta la responsabilità di questa lunga attesa e riporto di seguito le risposte dell'autore alle mie domande.

Quanti anni hai?
32

Cosa fai nella vita?
Ho una laurea in lettere quindi l'occupazione principale sarebbe l'insegnamento, ma posso fare solo supplenze (quando capitano) perché non ho l'abilitazione, quindi diciamo che non è il mio lavoro definitivo.

Perché scrivi?
Perchè mi piace raccontare storie, e mi piace il senso di soddisfazione che dà rileggere una storia finita. Penso che in definitiva si scriva perchè ci dà piacere, altrimenti non lo faremmo, un po' come leggere (e difatti in troppi non leggono perchè lo ritengono "una fatica"). E poi, forse, scrivo perchè è l'unica cosa che so fare davvero.

Quando hai scritto Topo Oreste?
All'incirca una decina di anni fa, non è quindi una cosa recente. Ma le vie dell'editoria, si sa, sono contorte.

Cosa ti ha ispirato?
Una amore andato male. Non sono stato originale in questo.

A cosa può servire una fiaba?
A far arrivare in modo semplice messaggi complessi, oltre che a divertire, ma a dire il vero considero Topo Oreste più una favola che una fiaba. Anche se dal punto di vista della struttura narrativa potrebbe essere giusto anche considerarla una fiaba (l'eroe che affronta una serie di difficoltà per aiutare altri protagonisti "vittime" per poi raggiungere il successo finale), direi che sotto l’aspetto degli elementi narrativi si avvicina di più a una favola. Topo Oreste, infatti, si caratterizza per personaggi-animai che rappresentano qualità umane mentre non ha quegli elementi magico-fantastici tipici della fiaba di estrazione nordica (fate, maghi, streghe, orchi ecc.).

Fa bene leggerne anche ai grandi?
Direi di sì, anche se penso che per piacere ai grandi una favola dev'essere scritta in modo meno infantile. Un lavoro da trapezisti insomma: parlare una lingua comprensibile dai bambini ma che non annoi i grandi.

Perché?
Perchè a volte c'è bisogno di tuffarsi nella semplicità delle cose; uscire dai labirinti mentali in un cui può facilmente cadere un adulto. Una favola invece ti fa rimanere ad un livello "elementare" ma non ti impedisce di immergerti in significati più profondi.

Perché dovremmo leggere Topo Oreste?
Perchè è piaciuto praticamente a tutti quelli che l'hanno letto, anche se con sfumature diverse nei giudizi. Quindi non so dirvi di preciso "perchè" lo dovreste leggere, ma di sicuro non ne rimarreste delusi.

Cosa le piace di più del suo personaggio?
Il suo essere un "puro di cuore", uno che sta dalla parte dei più deboli e contro i prepotenti. E poi Oreste è un idealista che ha il coraggio di assumersi grandi responsabilità anche quando il successo è tutt'altro che scontato, e penso che sia una qualità molto rara.

Sono previste per lui nuove avventure?
Diciamo che una bozza per un possibile sequel c'è, ma per ora è ancora allo stato embrionale.

Mi è sembrato di scorgere nel testo una possibile allegoria con la questione arabo-israeliana, forse la mia critica è stata troppo fantasiosa?
Non era nelle mie intenzioni questo riferimento specifico, ma un lettore in quanto a "significati" di un libro, ha molta più autorità del suo autore. Io ho voluto solo fare un discorso più generale su chi fa uso della forza per aggredire e chi invece lo fa per difendersi. Anzi, il messaggio principale del libro vorrebbe essere quello di evitare sempre l'uso della violenza. Quando vi ricorriamo, anche se per difenderci, ne usciamo tutti un po' sconfitti.

E quindi, indipendentemente dalle parti contrapposte, ad ogni modo, pensi che una favola possa essere un mezzo attraverso cui trattare di questioni simili?

Sì, penso di sì.

Come?
Ci sono temi così drammatici e "difficili" che, specie se se ne vuole parlare ad un pubblico giovane, richiedono per forza di cose una semplificazione. La favola permette di effettuare questa trasfigurazione. Si pensi alla "Fattoria degli animali" di Orwell, solo per fare un esempio.

Progetti futuri?
Sto mandando in giro una raccolta di racconti di genere totalmente diverso da Topo Oreste: racconti realistici che trattano grandi problematiche sociali o personali. Spero di trovare qualche editore deciso a scommetterci.

E novità editoriali per Topo Oreste?
Uscirà fra un paio di mesi, forse meno, un'edizione illustrata. Ci voleva.

A cura di chi saranno le illustrazioni?
Se ne sta occupando una giovane illustratrice perugina, Alice Cipiciani, della staff di Comicomix (
www.comixcomix.com) che si è buttata in questo lavoro con molto entusiasmo.

Esprimi un desiderio.
Pubblicare per una grande casa editrice.

Saluta come saluterebbe Topo Oreste.

Buena vida a tout le monde.

L'intervista è anche scaricabile in formato .rtf.

mercoledì 26 settembre 2007

Presentazione dei racconti "Notturni"

Venerdì 28 settembre, alle ore 21.15, in San Carlo, ci sarà la presentazione del libro di racconti dal titolo Notturni di Renata Bascelli.

Immagino che molti dei ragazzi di Monsummano e dintorni conoscano l'autrice per essere stati -o essere ancora- suoi allievi (ha insegnato a lungo presso l'Istituto Forti di Monsummano e da questo anno scolastico insegna al Lorenzini di Pescia) e quindi per loro potrebbe essere l'occasione per vedere la loro insegnante in una veste diversa, oltre che per fare la conoscenza con un nuovo testo.
Nel corso della serata, verrà anche esposta un'analisi critica dei Notturni a cura della prof.ssa Anna Brancolini.

Non ne ho avuto conferma ma immagino che ci sarà occasione per sapere come poter acquistare il libro per chi fosse interessato.

venerdì 27 luglio 2007

Topo Oreste e La Grande Città - una breve recensione

Ho letto con molto piacere questo piccolo libro e mi è sembrato di vederci dentro tante cose che lo rendono adatto non solo ai bambini (a cui sembra essere in primo luogo dedicato) ma anche ai grandi.

Ci ho visto Shrek e Alice nel Paese delle Meraviglie, il cartone Brisby e il segreto di Nimh e Fievel sbarca in America, entrambi del regista Don Bluth, tutte opere che forse hanno ispirato il serravallino Piazzesi, autore di Topo Oreste e la Grande Città. Ma ci ho visto anche lo sforzo di distinguere il bene dal male e combattere quest’ultimo innanzitutto con la ragione ma, a mali estremi, anche con la forza.
Il piccolo Topo Oreste è la celebrazione dell’ingegno e del coraggio. Coraggio oltre che contro i cattivi, contro le proprie intime paure e pregiudizi; un coraggio attraverso cui, dunque, anche i piccoli possono compiere grandi imprese ed essere riconosciuti e ammirati per il proprio operato.
Passando al commento della struttura narrativa, trovo che l’autore, Simone Piazzesi, abbia seguito abbastanza lo schema classico della fiaba (rottura della normalità con eroe che deve compiere una prova difficile, reiterazione delle prove –che falliscono via via- aiuto di un altro personaggio dall’alone se non magico per lo meno di assoluta autorità, sanzione positiva nel finale ecc); riservando l’originalità, a mio parere giustamente, per elementi più superficiali (location e quindi descrizione di ambienti e atmosfere). Faccio alcuni esempi che mi sembrano maggiormente significativi: innanzitutto la Grande Città (che mi ha ricordato il Regno di molto molto lontano in Shrek 2 e un po’ anche Città Laggiù del programma televisivo La Melevisione) è, appunto, una città, ambientazione piuttosto insolita per una fiaba e ne vengono evocati quartieri, zone e comunità più o meno ricche e fortunate, più o meno coese e in lotta con altre; secondariamente, le descrizioni di alcuni luoghi in cui si svolge l’azione, non sono proprio quelle tipiche da fiaba (nè verdi vallate dove gli uccellini cinguettano e il tramonto tinge le chiome degli alberi di tutte le sfumature del rosso, nè ordine e pulizia, gioia o spensieratezza –nemmeno all’inizio del racconto, prima che la normalità venga rotta).
Tra gli aspetti positivi, a mio parere, non vanno dimenticati l’uso di un lessico abbastanza alto per il pubblico di piccoli lettori, che hanno così modo di imparare parole nuove (come boria, ripudiato, adiacente, tributavano venerazione e altre ancora, credo, abbastanza inusuali per dei bambini) e il finale, aperto eppure non così scontato come si potrebbe prevedere per una storia del genere.
Infine, poiché non mi sono del tutto “im-mollichita” (a chi capita di sentire le recensioni di Vincenzo Mollica su Rai Uno immagino sappia cosa intendo) vengo anche agli aspetti che mi sono piaciuti meno: per prima cosa, il rilievo dato all’umiltà del protagonista (a mio parere eccessivo) e come viene rappresentata la saggezza, specie nelle figure di nonno gatto e nonno topo :) due elementi su cui purtroppo, però, non posso dilungarmi pena di rovinare il piacere della lettura a chi ancora non ha acquistato il libro.

Inoltre, devo rilevare, non so se a torto o a ragione, che mi è sembrato di percepire nel testo qualcosa che si potesse riferire all’annosa questione arabo-israeliana; non voglio spaventare né bambini né genitori che magari nel leggere un commento del genere potrebbero immaginarsi una storia troppo efferata o oscura. Quello di cui sto parlando è poco più di un’evocazione, che non riesco a capire nemmeno se sia una mia personale sensazione o un effetto ricercato dall’autore e studiato per un pubblico più adulto e sicuramente in grado di percepirlo. Un’idea buona, forse, ma che non ho potuto fare a meno di percepire in modo ambiguo e non proprio positivo. Evitando, ancora una volta, di raccontare troppo di Topo Oreste e la sua avventura per non rovinare la lettura di nessuno, dirò che pur trovando normale, nonché auspicabile, che una fiaba incentivi la diffusione di generali sentimenti di altruismo e fratellanza, spererei che in questo caso la distribuzione dei ruoli narrativi non fosse una sorta di stretta allegoria con le vicende arabo-israeliane perché in tal caso la troverei non solo riduttiva ma forse soprattutto fuorviante, a tratti portatrice di una forma mentis che genera, purtroppo, troppe incomprensioni e, sui nostri media (e il libro è un medium), disturbi comunicativi.

Per gli interessati all’acquisto di Topo Oreste e La Grande Città, rimando al sito stesso del libro e alla pagina con le modalità di ordine e pagamento.
Se hai un sito o un blog, invece puoi iserirvi uno dei banner di Topo Oreste, proprio come questo di seguito :)



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