mercoledì 16 maggio 2007

Energie pulite

Durante la festa dell'Ambiente di domenica scorsa, ho avuto la fortuna di poter fare una chiacchierata sulle energie pulite e, in particolare, sull'uso del pellet, con il signor Prioreschi della Tecnopellet.

Durante la nostra chiacchierata, Prioreschi ha potuto spiegarmi dettagliatamente i vantaggi di questo sistema di riscaldamento che pur esistendo ormai da svariati anni (una ventina) non è ancora molto conosciuto.

Il pellet (piccoli cilindretti di varia composizione ma solitamente dati da una miscelazione di conifere e latifoglie) è una risorsa a bassissimo impatto ambientale e permette quindi di riscaldare la propria abitazione in modo pulito. Inoltre con l'uso del pellet si conseguono considerevoli risparmi a confronto degli altri tipi di combustibile.

Se il pellet può utilizzarsi per alimentare una stufa, il tronchetto (della medesima composizione solo di dimensioni maggiori - quelle di un normale tronco per forno) può essere utilizzato anche nei forni a legna e quindi per la cottura di cibi (pizze pane o altro).

Questo tipo di utilizzo permette di ottenere -oltre a un risparmio- l'importante vantaggio di una maggiore igienicità nella preparazione dei cibi perchè la conservazione dei tronchetti nelle apposite confezioni evita un inconveniente tipico del legname, ovvero quello di doverlo accatastare spesso in luoghi esposti alla sporcizia o al passaggio animali randagi.

Da acquirenti però, dobbiamo stare attenti a che tipo di pellet andiamo a comprare. Non tutto il pellet ha la stessa resa (potenza calorica) e lo stesso impatto ambientale.

In particolare sarebbe bene evitare il pellet prodotto con legname riciclato non ripulito da vernici (perchè quando viene bruciato provoca danni all'ambiente) e quello, soprattutto di importazione asiatica, prodotto con la pianta del cotone. Quando invece la produzione del pellet (riduzione della materia prima in segatura e apposita pressatura) è fatta con legname riciclato, ma epurato da verniciature, l'impatto negativo sull'ambiente viene praticamente azzerato e conseguiamo anche il vantaggio di aver dato nuova vita a mobili, pancali o quant'altro avremmo altrimenti buttato senza alcun tipo di riutilizzo.

I vari tipi di pellet sono classificati da appositi laboratori in varie fasce a seconda del loro pregio. I migliori sono quelli della qualità A1 che potete trovare anche presso la Tecnopellet.

Ho selezionato qualche sito per approfondire ulteriormente l'argomento:
Pellet on line
Ecoblog
e ovviamente www.tecnopellet.it

Un ringraziamento particolare al signor Prioreschi e per la sua disponibilità.

5 commenti:

antonio ha detto...

Ciao !
Penso che Tecnopellet ti ha un po' deviato sulla qualità del pellet...non esiste nessuna normativa in Italia..
Ti consiglio di visitare il mio sito
www.pelletemilia.com c'è una tabella sulle normative inerenti la qualità del pellet !!!
Antonio Monteleone

Elena B. ha detto...

^_^ ma non facevo riferimento a una normativa italiana...comunque vado subito a vedere il sito che mi consigli. In questo periodo sono a caccia di persone esperte del settore (anche per quanto riguarda pannelli solari o il fotovoltaico) perchè è un argomento che mi piacerebbe parecchio approfondire.

Elena B. ha detto...

Sono riuscita a trovare (per ora) solo la bozza del tipo di classificazione (http://www.cti2000.it/solidi/PDF/Allegato%204.pdf) descrittami dalla Tecnopellet, ma avevo avuto anche altre conferme in tal senso (spero di poter realizzare presto delle interviste). Ad ogni modo la fonte di tale bozza è alquanto autorevole, qualora uno si cercasse di collocare nella fascia più alta mi parrebbe soltanto meritorio.
Oppure l'altra possibilità è che abbia davvero preso lucciole per lanterne ^_^'

antonio ha detto...

Volevo segnalare che alla fine del 2007 AIEL ha messo a punto un sistema di attestazione di qualità del pellet con marchio PELLET GOLD.
Sono state pubblicate anche due UNI (ora non ricordo i riferimenti) relativi alla qualità dei biocombustibili solidi...
www.pelletemilia.com

antonio ha detto...

riprendo dal sito di progetto fuco:
- Il Comitato Termotecnico Italiano presenta quindi due nuovi strumenti per aiutare lo sviluppo coerente del mercato e per garantire ai consumatori l'elevato standard qualitativo raggiunto dai bicombustibili solidi. Si tratta delle norme UNI/TS 11263 "Biocombustibili solidi - Caratterizzazione del pellet a fini energetici" e UNI/TS 11264 "Biocombustibili solidi - Caratterizzazione della legna da ardere, bricchette e cippato".